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SPAZIO MENTALE = AMBIENTE

Mostra personale di Federico Clapis

Testo di Marco Tagliafierro


Da You Tube alla Crypto Arte, fino alle strutture plastiche tangibili, Federico Clapis coinvolge nel suo lavoro l’ambiente tutto, reale o virtuale che sia; ambiente che si fa per lui mezzo di esplicitazione dello spazio interno, lavoro sulla tecnica, sulla sperimentazione, anche sulle continue scoperte concernenti i new media che non sono mai fine a se stessi ma si fanno strumento della volontà  dell’artista nel vedere da una prospettiva diversa il panorama quotidiano dell’uomo.
Quando Federico Clapis   stato performer ha lavorato su azioni che coinvolgevano il suo corpo come sorgente di sensazioni e vibrazioni in grado di trasmettersi all’esterno. Anzi diveniva un moltiplicatore di sensazioni cos  da attrarre l’attenzione su nuovi e pi  diretti mezzi di reciproca comunicazione e da evidenziare il rapporto del corpo con l’ambiente.
Le concrezioni di segni oggetto, per Clapis, non sono da leggersi innanzitutto come una critica di carattere ecologico o anticonformistico, giammai nel senso di un cinico compiacimento della bellezza contemporanea, giocano semmai sulla forma, sul rapporto di frizione con l’ambiente nel quale certi elementi si collocano, quasi come certe grandi strutture primarie o di Minimal Art. L’utilizzo di “forme dure” che vanno da elementi per l’edilizia a bidoni, bombole del gas, barili, fusti metallici, tutti per se stessi carichi di forza e di rimandi simbolici, significanti esperienze sinestetiche riferibili alle materie che questi contenitori concludevano in origine.
Le sue sedimentazioni sono perciò  sempre improbabili, sorrette su bilichi a volte impropri, equivoci, forse ridicoli, goffi, carichi di un’ironia fredda un po’ drole.
Egli riesce a trasformare situazioni ordinarie, situazioni arcaiche, idiomi morti, elementi di rimbalzo mentale, in fatti formali, anche in fattori decorativi. Realizza interventi complessi, carichi di conflittualità, di evocazioni ermetiche e rituali, di significazioni magiche, creando un rapporto acuto di tensione più  energetica che emotiva attraverso segni e colori, riuscendo, peraltro, a raggiungere anche una sottile, sottesa, carica poetica.
L’operazione di Clapis, quando agisce sulle materie,   quella di sottrarre ulteriormente l’individuazione artistica dei materiali alla loro strutturazione convenzionale. Essa si manifesta come estremamente diretta e semplice e come ermetica e segreta, consiste nell’accostare infatti materiali e oggetti di valenza contraria in modo da ottenere, dal loro semplice accostamento, il massimo di tensione del significato, nel puro e semplice gioco dialettico; oppone infatti, ad esempio, elementi naturali ad elementi tecnologici, elementi pesanti ad elementi leggeri ed aerei, in un contrasto di energie a diversa valenza, accentuando una sorta di lirismo panico. Clapis, il mondo, gli esseri viventi, le cose, la vita, sono delle situazioni di energia ed il punto sta proprio nel non cristallizzare queste situazioni, bens  nel mantenerle aperte e attive in funzione del loro vivere.
Elabora una sorta di assemblaggio dialettico di presenze simboliche, spesso monocromi, fluttuanti come in un acquario, ambientandole in una sorta di scenario vuoto, che le rende protagoniste di drammi moderni, carichi di significati poetici, sociali, politici, desunti da tutte le nostra culture. A mio modo di percepire, questo portato segnico trova un’origine in alcuni capisaldi della letteratura e della filosofia contemporanea, da Derrida alla Kristeva, da Lacan ai modelli di regia ( Appia a Craig ), fino al teatro di Artaud, per quanto concerne i processi di associazione. Clapis ha elaborato un suo mondo di oggetti che relega in un a sorta di collocazione rituale, sacralizzante, disponendoli su piedistalli come fossero altari famigliari, secondo una visione astratta di una nuova metafisica.


Allegati

Human Arteries  2020 radice legno, tubi, acrilico 69 x 40 x 26 cm
Human Arteries

2020

radice legno, tubi, acrilico

69 x 40 x 26 cm

Digital Mask 2020  plastica, cavi elettrici, ferro 40 x 68 x 16 cm
Digital Mask

2020

plastica, cavi elettrici, ferro

40 x 68 x 16 cm

Violated 2019 monopattino in ferro arrugginito, metalli, acrilico 90 x 76 x 11 cm
Violated

2019

monopattino in ferro arrugginito, metalli, acrilico

90 x 76 x 11 cm

Self Portrait 2019 bombola gas, cemento 55 x 41 x 41 cm
Self Portrait

2019

bombola gas, cemento

55 x 41 x 41 cm

Escape Projection 2019 proiettore, rete metallica, corda  32 x 18 x 42 cm
Escape Projection

2019

proiettore, rete metallica, corda

32 x 18 x 42 cm

Taboo 2019 polimeri elastici, acrilico 130 x 50 x 50 cm
Taboo

2019

polimeri elastici, acrilico

130 x 50 x 50 cm