NICE PRICE

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NICE PRICE
Mostra personale di Jacopo Prina.
A cura di Domenico de Chirico.


L’opera di Jacopo Prina (Milano 1971) esprime un forte intenzione critica attraverso l’uso di pagine di cataloghi di aste di arte moderna e contemporanea dove i valori non culturali prevalgono e dettano legge.
Le carte, corrotte - graffiate - riassemblate, rivelano e documentano una ribellione che, nella ricomposizione delle parti, si concretizza in un nuovo soggetto estetico.

NICE PRICE denuncia l'appiattimento del sistema dell'arte sul dato finanziario.

Lavorando le pagine di vecchi cataloghi d'asta con modalità e tecniche diverse, vengono annullati quasi completamente tutti i riferimenti visivi e semantici delle opere rappresentate, mantenendo però la descrizione dei dati di provenienza, di stima e aggiudicazione, il nome dellʼautore e lʼanno di creazione.
La composizione degli elementi così destrutturati porta alla sostituzione del senso originario con un'opera di nuovo valore estetico. Nuovi equilibri nascono tra gesti istintivi e asettiche cifre. Nuove forme emergono attraverso precisi accostamenti di porzioni di pagine o con semplici strappi.
La negazione dellʼopera a catalogo denuncia la sua drammatica perdita di valore. A questa viene sostituita una proposta concettuale ed estetica coerente che desidera ricostruire e ritrovare il gusto per lʼarte.
Facciamo tutti parte del gioco, quindi continuiamo a giocare. Per esempio creando valore economico con un sistema ormai consolidato: creare arte per fare soldi, con lʼatto dʼacquisto come atto dʼarte.
Chi espone o acquista unʼopera dellʼartista partecipa e diventa a sua volta protagonista di questa azione, con lʼintenzione dichiarata di entrare nel giro della rivalutazione economica dellʼopera stessa.
Poiché non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che funziona, e lʼunico valore rimasto è quello economico, che lʼatto dʼacquisto sia atto dʼarte in sé.